2026-09-08
La riforma doganale dell'UE supera il Consiglio: come il Customs Data Hub incontrerà il passaporto digitale di prodotto
Il 3 settembre 2026 il Consiglio ha approvato la revisione del codice doganale dell'Unione concordata con il Parlamento a marzo. Una nuova Autorità doganale dell'UE, un Data Hub centrale introdotto per fasi dal 2028 al 2034 e la regola dell'importatore presunto plasmeranno i controlli DPP alla frontiera.
L'UE sta ricostruendo due sistemi di dati che prima o poi dovranno dialogare tra loro. Uno è il registro del passaporto digitale di prodotto, attivo dal 20 luglio 2026. L'altro è il Data Hub centrale dell'unione doganale, che ha compiuto un passo decisivo il 3 settembre 2026, quando il Consiglio ha approvato la riforma del codice doganale dell'Unione concordata con il Parlamento europeo il 26 marzo 2026. Il voto della plenaria del Parlamento sul testo finale deve ancora arrivare, seguito dalla firma e dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.
Che cosa fa la riforma
La Commissione la descrive come la riforma più ambiziosa dell'unione doganale dal 1968. I suoi elementi principali, secondo la pagina della Commissione sulla riforma doganale e l'annuncio del Parlamento di marzo:
- Un'Autorità doganale dell'UE con sede a Lille, in Francia, per coordinare la gestione dei rischi e sovrintendere alla nuova piattaforma di dati.
- Un EU Customs Data Hub, un ambiente unico attraverso il quale importatori ed esportatori trasmettono le informazioni una sola volta anziché fino a 27 sistemi nazionali. Apre alle spedizioni di commercio elettronico nel 2028, diventa disponibile su base volontaria per gli altri importatori nel 2031 e obbligatorio per tutti nel 2034.
- Una regola sull'importatore presunto: le piattaforme e i venditori che facilitano vendite a distanza a consumatori dell'UE da paesi terzi sono trattati come importatori, responsabili dei dati doganali, del pagamento o della garanzia degli oneri e della conformità delle merci al diritto dell'UE.
- Lo status Trust and Check, una versione potenziata del regime di operatore economico autorizzato, che consente agli operatori accreditati di svincolare le merci con minore intervento doganale in cambio dell'accesso delle autorità ai loro sistemi.
- Una commissione di gestione sugli articoli di modico valore inviati direttamente ai consumatori da paesi terzi, da introdurre entro il 1° novembre 2026, che si aggiunge al dazio doganale temporaneo di EUR 3 sulle spedizioni inferiori a EUR 150 in vigore dal 1° luglio 2026.
La Commissione presenta una delle finalità della riforma come l'aiuto alle dogane nell'applicare il crescente numero di norme dell'UE che vietano o condizionano le merci per motivi non finanziari, dalla deforestazione al lavoro forzato. Le regole di prodotto come l'ESPR fanno parte di questa tendenza.
Dove si innesta il passaporto
L'ESPR già anticipa le dogane. Prevede che le autorità doganali verifichino l'esistenza di un passaporto registrato per i prodotti soggetti a un obbligo DPP prima dell'immissione in libera pratica, e l'interconnessione tra il registro DPP e lo sportello unico dell'UE per le dogane. L'Implementing Regulation (EU) 2026/1778, che disciplina il registro, lo rende concreto in due punti: l'Article 3(e) impone al registro di conservare i codici merce dei prodotti destinati a essere vincolati al regime doganale di immissione in libera pratica, e l'Article 8(7)(d) prevede che la Commissione verifichi la validità di tale codice merce quando un passaporto viene registrato.
Oggi si tratta di infrastruttura, non di un controllo di frontiera attivo. Nessun gruppo di prodotti richiede ancora un passaporto registrato all'importazione. Le batterie vengono per prime, dal 18 febbraio 2027, e il Data Hub doganale non gestirà il traffico di commercio elettronico prima del 2028. Ma i due calendari convergono entro questo decennio, e la regola dell'importatore presunto significa che, per i beni di consumo venduti online da paesi terzi, il soggetto responsabile sia della dichiarazione doganale sia della conformità del prodotto sarà sempre più la piattaforma o il venditore anziché un destinatario.
Che cosa fare adesso
- Se importate nell'UE, tenete in ordine l'attribuzione dei codici merce. Lo stesso codice che dichiarate alla dogana è quello che il registro DPP conserverà e verificherà.
- Se gestite un marketplace o vendete tramite un marketplace rivolto a consumatori dell'UE da paesi terzi, leggete le disposizioni sull'importatore presunto con il vostro team di conformità di prodotto, non solo con quello fiscale.
- Tenete d'occhio il voto della plenaria del Parlamento e la data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, che fanno partire il conto alla rovescia per l'applicazione della riforma.
Fonti primarie: comunicato stampa del Consiglio, 3 settembre 2026; Commissione europea, riforma doganale dell'UE; Parlamento europeo, accordo raggiunto sulla riforma del codice doganale dell'Unione, 26 marzo 2026; Commission Implementing Regulation (EU) 2026/1778.
Domande frequenti
Che cosa ha deciso il Consiglio sulla riforma doganale dell'UE il 3 settembre 2026?
Il Consiglio ha dato la sua approvazione alla riforma del codice doganale dell'Unione sulla quale aveva raggiunto un accordo politico con il Parlamento europeo il 26 marzo 2026. Il Parlamento deve ancora approvare il testo finale in plenaria prima della firma e della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.
Quando parte l'EU Customs Data Hub?
Secondo la pagina della Commissione dedicata alla riforma doganale, l'EU Customs Data Hub apre alle spedizioni di commercio elettronico nel 2028, diventa disponibile su base volontaria per gli altri importatori nel 2031 e diventa obbligatorio per tutti gli importatori nel 2034. Una nuova Autorità doganale dell'UE avrà sede a Lille, in Francia.
Come si collega il passaporto digitale di prodotto alle dogane?
L'Implementing Regulation (EU) 2026/1778 impone al registro DPP di conservare i codici merce dei prodotti destinati a essere immessi in libera pratica, e la Commissione verifica la validità del codice merce al momento della registrazione. L'ESPR prevede che le autorità doganali verifichino l'esistenza di un passaporto registrato per le merci soggette a un obbligo DPP e l'interconnessione con lo sportello unico dell'UE per le dogane.
